| Il pianoforte
verticale |
Il pianoforte verticale ha una meccanica
più piccola rispetto a quella di un pianoforte a coda,
disposta perpendicolarmente in una cassa che sovrasta la tastiera,
di conseguenza la sua gamma timbrica è minore. Nondimeno,
Chopin, uno dei massimi compositori pianistici di tutti i tempi,
sembra preferisse ascoltare le proprie composizioni eseguite
su un pianoforte verticale.
Tuttavia, va detto che non ci sono giustificazioni di carattere
artistico nella scelta di un pianoforte verticale, ma solo giustificazioni
di ordine pratico, come il risparmio di spazio, la cortesia
verso i vicini di casa, oppure per preservare il grande pianoforte
a coda dall’usura dovuta agli esercizi quotidiani (alcuni
possono essere tranquillamente eseguiti su quello verticale).
I pianoforti verticali hanno un’altezza cha va da circa
100 a 140 centimetri. Fino ad una trentina di anni fa le misure
più usuali si aggiravano sui 120-140 centimetri, poi,
durante un periodo successivo di una ventina d’anni o
poco più, per ragioni di praticità e di “moda”,
si sono imposte misure sempre più ridotte (98-100-120
centimetri), con prevalenza sui 110-120 cm.
Ora però si nota una chiara tendenza al ritorno delle
vecchie dimensioni, perché gli strumenti più piccoli
non soddisfacevano né come sonorità né
come tecnica di tocco. In effetti c’è una costante
e strenua ricerca per avvicinarsi alle caratteristiche sonore
e di tocco dei pianoforti a coda, di fronte al quale il pianoforte
verticale non può competere.
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