| La tastiera |
La tastiera è stata definita:
una macchina per indurre velocità nelle corde; un prolungamento
delle dita; un dispositivo per trasmettere l’energia ai
martelli. Quanto più gradualmente sarà indotta
la velocità nei tasti, tanto migliore sarà il
carattere del suono; più ricca, più “simpatetica”,
più cantabile la qualità.
L’estensione della tastiera nei pianoforti moderni è
generalmente composta da 88 note (7,1/4 ottave). Solitamente
viene costruita da aziende specializzate ma diverse fabbriche
di pianoforti hanno creato al proprio interno un apposito reparto
per l’approntamento delle tastiere.
Per la costruzione dei tasti viene solitamente usato legno di
abete; i tasti bianchi sono per lo più rivestiti in materiale
plastico. Un tempo si usava l’avorio, ma questo è
oggi raramente riservato agli strumenti di grande pregio e valore,
soprattutto nei pianoforti a coda. Anche l’ebano dei tasti
neri è stato sostituito dal legno rivestito in materiale
plastico. La tastiera andrebbe periodicamente smontata per effettuare
una pulizia profonda tesa anche ad eliminare sporco e polvere
che inevitabilmente si deposita tra i tasti e si accumula sul
fondo. Anche nel caso di movimenti “anomali” dei
tasti è consigliabile un controllo approfondito per scoprirne
le cause ed eliminare il problema.
Se la tastiera è di avorio questa avrebbe bisogno di
essere il più possibile esposta alla luce per non ingiallire.
A tale scopo conviene lasciare aperto il coperchio della tastiera
quando il tempo è caldo e asciutto, quindi coprirla solo
con un pezzo di stoffa bianca a trama fitta, ma sottile, che
lasci passare la luce ma non la polvere.
Credo sia evitabile un ulteriore approfondimento che vedrebbe
chiamata in causa l’intera meccanica del pianoforte, per
i molteplici argomenti vi rimando alla cortese lettura di testi
specifici. Vi basti sapere che la meccanica di un pianoforte
è composta da oltre 5.500 elementi.
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